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Requiem aeternamBenvenuti September 26 Per Aspera Ad AstraDominus vobiscum
Et cum spiritu tuo. Quid est, quod vis? ..fu solo il settimo giorno che decisi di alzarmi...la poltrona che per una settimana era stata il mio grottesco trono si mostrava ormai putrida e inutile...perchè arrivai a capire che non avrebbe alleviato di un solo attimo ciò che nella mente formicolava da giorni..o nemmeno io so ed oso pensare da quanto.
Mi alzai quasi al centro della stanza e con una lenta occhiata osservai ciò che era intorno...una confusa massa di carte,bottiglie,oggetti di qualsiasi specie...come sconcertanti e scadenti sudditi di un regno ormai in declino da tempo...che già ha subito inevitabili ed orride invasioni esterne e vandale perdendo così il suo antico essere.
Non me ne curai e passai oltre...in ricordo di chi prima di me fece la stessa cosa. In un attimo varcai la soglia, incurante di cosa avessi preso o cosa avessi lasciato...ad ogni mio passo sapevo di lasciare il vuoto dietro di me e questo mi rendeva paurosamente orgoglioso.
Le miglia scorrevano sotto i miei piedi...gli scenari cambiavano...devo aver seguito anche delle rotaie per qualche ora...nella vana speranza di sentire e vedere un ultimo lampo di vita terrena...ma nulla apparve intorno a me.
Impossibile ricordare a che ora lasciai casa...ma quando vidi il crepuscolo aprire i cancelli del cielo all'imminente notte mi accorsi che ormai mancavano poche ore...
Sotto lo sguardo impietoso e freddo delle prime stelle, che dall'infinito sghignazzano ai nostri affanni, mi presi una lunga pausa...il sentiero era di pietra, costeggiato da piccoli alberi...sembrava quasi di essere parte di uno di quei plastici così perfetti e curati nei particolari.
Piccoli occhi continuavano ad apparire nel cielo...piccoli sguardi su di me..o di noi, l'aria si faceva fredda ed umida, ma carica di odori e rumori...i rumori della notte..hai mai sentito quanti rumori ha la notte? Quanti rumori creati da chi o cosa...e che non sapremo mai.
Rimasi come ipnotizzato, finchè non sopraggiunse il velo del silenzio a ristabilire l'ancestrale equilibrio.
Era tempo di rialzarsi...la volta celeste stava per sbiancare di nuovo.
Mentre la rugiada cadeva dalle infinite foglie intorno a me e la bianca nebbia mattutina svaniva dai prati, come un timido fantasma, raggiunsi un piccolo paese...vi entrai senza paura...e senza sorpresa.
Piccoli e sottili rumori mi giungevano alle orecchie...i rumori delle case al risveglio..."chissà che anime le abitano" mi domandai..perchè nessuna macchina, nessun animale....nessun simbolo di vita appariva tra quelle piccole strade...ma chiaramente qualcuno si stava alzando dentro quelle stanze...dopo una notte passata tra le braccia di Morfeo incantatore.
Lasciato alle spalle anche questo ultimo avamposto terreno ecco che davanti al mio sguardo si imponeva una grande collina coperta di boschi...una collina dai contorni dolci e morbidi...
Mi addentrai tra gli antichi alberi...circondato dai profumi del sottobosco umido...dal rumore del vento che accarezza loro i capelli..e che racconta di antiche e lontane leggende...noncurante se noi non possiamo capirlo...
Era sicuramente autunno...perchè un tappeto di foglie colorate attutiva e sosteneva il mio passo. Camminai un pò finchè un grande viale non mi apparve dinanzi.....più che viale poteva sembrare una cattedrale naturale, grandi e alti alberi si scagliavano contro il cielo come lunghe braccia a formare una volta colorata..dal terreno affioravano antiche rovine, piccoli ruderi e pezzi di antichi alberi..ad offrire un posto dove sedersi ed ammirare la maestà del luogo.
Decisi di rimanere in piedi ad attendere...perchè qualcosa fin dalla partenza mi accompagnava...qualcosa che ora ho raggiunto nel luogo migliore..dove voleva e volevamo.
Senza rumore udire o respiro sentire sapevo che era dietro di me..lasciai entrare più aria possibile dentro di me, imprigionandola ora e sempre...e mi voltai.
Una ragazzina appena più che adolescente era lì immobile...con occhi grandi e persi davanti al nuovo mondo e nulla più.
Che importanza ha sapere quanto tempo passò...ormai il tempo era sconfitto...inutile invenzione umana scivolata tra le mani...l'unica cosa necessaria fu chiederle: "sei tu?"
L'impercettibile sorriso enigmatico che le scolpì il viso fu la più degna risposta.
May 30 già..Che strano aggeggio la mente umana.... in pochi attimi può costringerti al collasso...adesso capisco come sia possibile che si molli tutto in un solo istante.
Mi stò spegnendo, come milioni di altre persone...ed è con questa musica in sottofondo che saluto le fiammelle che si son spente prima di me, fino a poche ore fa.
Grandi antri si apriranno, pavimenti di marmo bianco e vetrate tutt'intorno...un grande freddo ci renderà pallidi e muti...solo gli occhi lucidi saranno la nostra emozione...un attimo solo prima che le lacrime ghiaccino.
"..qui salvandos salvas gratis, salva me, fons pietatis." Cruda realtà...Aprite bene gli occhi, quello che leggerete è pura verità. Quello che leggerete tra poco è la più ampia dimostrazione della straziante e penosa situazione in cui viviamo. Siamo in balìa di casi troppe volte così irreali ed assurdi che c'è solo da sperare non siano frutto della volontà di un essere onnipotente…altrimenti sarebbe da considerarsi il più meschino e grottesco dell'universo.
Vi scrivo di una persona che qualche anno fa decise di trasferirsi, dal suo paese natale, per seguire la giovane follia creata dall'idea di un amore futuro…situazione che in molti abbiamo provato e continueremo a provare.
Così questa persona si ritrova miglia e miglia lontano da casa, lontano da tutto e tutti, nella ricerca e nella voglia di crearsi una propria vita libera ed indipendente di cui essere fieri.
Ma come abbiamo imparato fin da bambini….le storie vanno anche male…e così su questo sperato amore incominciano ad affiorare i primi problemi…a causa di chi non ha importanza ormai…anche perché ancor prima di capire che succede si scopre che l'amore è già finito.
A questo punto ci si ritrova soli…in terra straniera…ma fortunatamente con tanta voglia di continuare, perché in fin dei conti, ci si sente bene…e poi trovando le poche sincere amicizie ci si convince facilmente che continuare e perseguire le proprie idee sia la meta finale.
Ed è qui, come tutte le storie insegnano, che entra in gioco il maledettamente ricercato "caso"…cioè, si incontra una persona che in poche ore dà l'impressione di essere una conoscenza di lunga data, e non importa rendersi conto che in fin dei conti si è dei perfetti sconosciuti…perché come sapete bene anche voi…non sempre è necessario tempo per far piacere una persona.
Allora all'orizzonte sembra rischiararsi il cielo…quasi come se una nuova alba stia per nascere…che sia una vera svolta? La speranza è molta…e ora dopo ora questa illusione si fa viva e reale sempre di più.
Quindi, senza paura di bruciare tappe o precipitarsi troppo, si cerca in tutti i modi di rendere questa relazione stabile…e comunque il più reale possibile…ed è qui che la vita chiude gli occhi e si volta.
Sapete la fine delle supernova, giusto?
Un attimo, nulla di più.
Sono convinto sia stato un attimo…poi buio…poi la nebbia che copre gli occhi, ricordi confusi che tornano alla mente, voci…rumori…e dolore, tanto tanto dolore.
Il mondo crolla appena ci si rende conto di ciò che è successo…e ci si chiede perché.
Infinite volte ci si chiede perché…e perché proprio a te, proprio adesso…che eri felice.
Un camion, un ammasso di ferraglia che ti si schianta contro intrappolandoti nella macchina.
Ma la vita non ti lascia…no, è ancora lì con te…
Qui esce ciò che la vita non apprezza, direttamente da un istinto sconosciuto ai molti. Nonostante il tutto si cerca disperatamente chi è nel tuo cuore…e si prega chiunque di poter rintracciare questa persona, per poter dire che l'ami.
Il messaggio arriva…insieme all'agonia.
Cinque giorni…cinque interminabili giorni e tutti i sogni si spengono in un beep.
A te il dono, augurato, dell'eterna felicità…a tutti gli altri l'amaro pianto nel ricordo. April 05 Dedicato..."Giù, giù, giù, giù
nel cuore del male...
giù, giù, giù, giù
c'è un muro qui da macchiare
sì sale...la rabbia è contro TE.
Giù, giù, giù, giù
mi pare un gioco speciale,
smembrare il tale lo chiamo,
ti piace? dimmi ti piace o no!!
E allora so che stò per fare...
il meglio che si possa fare...
il modo è giusto, son sicuro...
schiacciare contro questo muro.
Ancora si puoi giocare,
gengiva nuota con muco,
gran liquame stilla dal buco,
non male..che tu non ci sei più.
Rosso rosa carnoso,
ex muso coli bavoso,
libido sale...
sì sale, sale..e tu non ci sei più.
E allora so che stò per fare...
il meglio che si possa fare...
il modo è giusto, son sicuro...
schiacciare contro questo muro.
Pressare!
Schiacciare!
Il tuo muso contro questo muro." Epic taleAnd all the Knights are gathered into the ancient Tavern
Chanting of old warriors and metal power
Bottles and glasses cover all the tables
The hell has lost all his demons
Singing aloud while the night is passing by
The moon from above bless their inner smiles
Soon the dance will start again
Thru the holy night they'll reign
While in the deep forest
The enemies are hiding
Defeated once more
By the blackned armies.
Drinks and music are flowing like crazy rivers
Running in the veins giving strenght and shivers
No one dares to walk on the land
Cause the knights are here ready to defend
So hold up your glasses and crash all the bottles
Screaming out loud your names
On the night's breast we all will lay
Hear the sound of the rulers
Galloping hard in the valley
Hide yourself from the coming darkness
Or the metal wave on you will crushing March 28 ODIOlo zucchero divenne sale...
l'acqua divenne aceto...
l'aria divenne fumo...
e questo mare così profondo...
solo un immenso deserto...
nel quale scomparirò presto.
Se non sai amare non provarci nemmeno! March 26 Quanto mi manca sentirla cantare...I don't believe in an interventionist God But I know, darling, that you do But if I did I would kneel down and ask Him Not to intervene when it came to you Not to touch a hair on your head To leave you as you are And if He felt He had to direct you Then direct you into my arms Into my arms, O Lord Into my arms, O Lord Into my arms, O Lord Into my arms And I don't believe in the existence of angels But looking at you I wonder if that's true But if I did I would summon them together And ask them to watch over you To each burn a candle for you To make bright and clear your path And to walk, like Christ, in grace and love And guide you into my arms Into my arms, O Lord Into my arms, O Lord Into my arms, O Lord Into my arms And I believe in Love And I know that you do too And I believe in some kind of path That we can walk down, me and you So keep your candlew burning And make her journey bright and pure That she will keep returning Always and evermore Into my arms, O Lord Into my arms, O Lord Into my arms, O Lord Into my arms March 08 cracked in silenceCorri...corri,
non importa dove, cavalca la notte sul tuo spirito..mangia chilometri..macina le ore e fuggi dall'alba che corre dietro di te..il segugio più forte che tu abbia mai avuto.
Fuggi dalle sue mani...fuggi da tutto ciò che porta con sè.
Sai perfettamente che ormai questa è la tua condanna, ma non t'interessa..quasi ti compiaci di questo..finalmente hai uno scopo..un obiettivo da raggiungere.
Così ora dopo ora davanti a te appaiono solo terre ancora immerse nell'oscurità..paesi vuoti..milioni di persone che sono ancora perse nei loro sogni o incubi...qualche ubriacone che dorme steso lungo la tua via e niente più.
Ma dietro di te senti che c'è Lei..il suo respiro non si fa mai affannoso...è sempre lì...in piena corsa, la piena che attende il tuo passo falso per poterti sommergere e vincere.
E così non fai altro che accelerare per poter rubare secondi o magari minuti preziosi per la tua fuga.
Tutto ciò che ti attende è solo la visione dell'oscurità, dimentica qualsiasi gioia condivisa nel regno della luce, sotto lo sguardo fiero del sole..perchè quello non è più il tuo mondo.
Hai scelto di abbandonare il mondo della luce, il mondo degli uomini, della vita normale...se così la si può intendere...per gettarti in questa infinita sfida dalla quale non ne uscirà che un vincitore.
Diverrai il Signore della notte..l'eterno fuggitivo della luce e leggenda sulla bocca di tutti...oppure, vinto dalla stanchezza e dalla solitudine, rallenterai fino a fermarti...e sarai preda di colei che fuggi.
January 06 HymnO God of earth and altar, Bow down and hear our cry, Our earthly rulers falter, Our people drift and die; The walls of gold entomb us, The swords of scorn divide, Take not thy thunder from us, But take away our pride. From all that terror teaches, From lies of tongue and pen, From all the easy speeches That comfort cruel men, From sale and profanation Of honour and the sword, From sleep and from damnation, Deliver us, good Lord. Tie in a living tether The prince and priest and thrall, Bind all our lives together, Smite us and save us all; In ire and exultation Aflame with faith, and free, Lift up a living nation, A single sword to thee. (Gilbert Keith Chesterton) December 21 Song"Vai Figlio mio, scendi al fiume dove le donne stanno piangendo, poi fai ritorno alle montagne dove anche gli uomini stanno piangendo"
"Padre, perché tutte quelle donne stanno piangendo?" "Piangono per i loro uomini" "E perché allora gli uomini piangono?" "Piangono per le lacrime delle loro donne"
E questa è la canzone del pianto Una canzone nella quale piangere Mentre tutti gli uomini e le donne dormono Questa è la canzone del pianto Ma io non vorrò piangere più.
"Padre, perché tutti i bambini piangono?" "Loro stanno piangendo inutilmente" "Stanno veramente piangendo inutilmente Padre?" "Si, il vero dolore deve ancora venire"
E questa è la canzone del pianto Una canzone nella quale piangere Mentre tutti i piccoli bambini dormono Questa è la canzone del pianto Ma io non vorrò piangere più.
"Ma Padre, dimmi, tu stai piangendo? La tua faccia è bagnata al mio tocco… ti prego perdonami Padre… non pensavo di ferirti così tanto"
E questa è la canzone del pianto Una canzone nella quale piangere Mentre ci tormentiamo per poter dormire Questa è la canzone del pianto Ma io non vorrò piangere più.
- The Weeping Song - Nick Cave & The Bad Seeds December 20 oh well.."Woe to you, oh earth and sea
for the Devil sents the Beasts with wrath
because he knows the time is short.
Let him who hath understanding
reckon the number of the Beast...
for it is a human number.
It's number is six hundred and sixty six." Rifletti...Prova a chiedere alle stelle, ovvero agli occhi del cielo, che mi hanno osservato, come infiniti testimoni nell'aula dell'universo, in tutte queste notti cos'hanno visto. Chiedi pure come mi agitavo nel letto, morso da pensieri e bastonato da visioni assurde. Chiedi loro quel che tu non saprai mai, quello che non immaginerai mai..ovvero tutto ciò solo loro hanno osservato di me in quelle notti senza sogni. Tutto quello che pensavo per te, su di te, su ogni piccolo momento che poteva diventare nostro…ed affogavo sommerso dalle paure, dalle incertezze e dai misteri che non capirò mai. Tutto questo non lo saprai mai e non perché non lo meriti o non te lo voglia dire, ma solo ed unicamente perché devi chiederlo a loro…oppure aprire la tua immaginazione così tanto da riuscire a capire con la tua mente. Io non te lo potrò mai dire..anche perché non troverei mai le parole. Descriveresti un'emozione in parole? Non penso. Figuriamoci milioni e milioni..e poi tutte concentrate in una nottata, una nottata insonne dove si è preda dei giochi sadici del pensiero..e dove non c'è pace. Adesso guarda in alto…li vedi? Sono tutti occhi che luccicano e che osservano senza giudizio da millenni, dalla notte dei tempi fino ad oggi e per sempre. E non sono freddi giudici, ma semplici scrutatori. Quindi sta a te decidere se provarci autonomamente o se cercare una risposta tra una di loro…lassù. TristesaA volte è veramente sorprendente quanto una canzone possa rispecchiare il proprio stato d'animo. Una canzone che subito non sembra avere molto senso alle nostre orecchie, che sì…suona bene ma che non lascia una traccia profonda, improvvisamente prende la sua reale forma..ed in molti…troppi casi rattrista scoprire che si è immersi in condizioni come queste.. immaginate il perché:
"Quanto fa male lavorare al male che compare a causa dei miei vuoti d'anima. Sento l'inutilità obbligata delle scuse solite, il mio costume la tua rabbia su di me.
…come stavamo ieri…sarà così domani, dimmi di si. Come stavamo ieri…sarà così domani, dimmi di si.
Quanto fa male ritornare al gelo dei sorrisi uccisi dalle nostre lacrime. Quanto fa male devastare gli argini del nostro scorrere La terra è fradicia anche al sole oramai.
…come stavamo ieri…sarà così domani, dimmi di si. Come stavamo ieri…sarà così domani, dimmi di si."
Si può cadere così a fondo da ritrovare una luce anche nelle profondità? December 19 Profundis Clamavi...e mentre il primo raggio del nuovo giorno s'adagiava sulle mie palpebre ancore serrate…mi svegliai. Ancora sommerso nei sogni, che m'accompagnarono lungo tutta la tormentata notte, tentai di muovermi nel letto così ampio…così vuoto, come non mai. Perso in quel deserto bianco di lenzuola diedi un'occhiata tutt'intorno a me, a quella camera che nella penombra ricordava un vecchio tempio ormai abbandonato…freddo…e senza vita. Presi coraggio e mi alzai, tutto intorpidito e stanco…ancor più di quando mi coricai la sera precedente e, scostando le tende, il benvenuto mi fu dato da un cielo grigio e piatto, un cielo dal quale era impossibile capire se fosse stato mattino o pomeriggio. Vagai per la casa..in cerca di idee, o forse solo per cercare di distrarmi da qualcosa che non vedevo, non sentivo ma che mi perseguitava. Non so per quanto, se ore…minuti o solo un qualche misero secondo, ma alla fine un pensiero continuo, che come una melodia o un richiamo che giunge da lontano e ti si infila nella mente, mi obbligò a prendere vestiti, giacca e ad uscire da casa. Senza alcuna idea di dove le gambe mi avessero condotto, percorrevo la strada, diretto verso la piena campagna. La nebbia del mattino ricopriva i campi, alcuni uccelli gridavano da qualche parte…invisibili, alberi scheletrici s'allungavano tesi verso il cielo come mani di morti disperati senza pace che ,con un ultimo impeto di forza, imploravano pietà o maledivano il cielo. Non vi era anima viva lungo quella strada e le poche case che si potevano intravedere attraverso la nebbia erano casolari ormai in rovina oppure case dalle finestre chiuse e spente..ultimi guardiani a difesa di non so che. Continuai il mio lento cammino fino a quando non vidi apparire un'ombra all'orizzonte..o meglio, due ombre alte che irrompevano nel grigio scenario. Man mano che mi facevo più vicino riuscivo a scorgere ed a riconoscere cosa fossero…erano due file di alberi che delimitavano un piccolo sentiero in pietra che s'arrampicava lungo una piccola collina. Preso da un senso di curiosità, dovuto al fatto che non conoscevo quel posto e non avevo la minima idea di dove quel sentiero potesse portare, m'incamminai tra le file di alberi che apparivano come disciplinati e silenziosi militari disposti come in un picchetto d'onore per me. La nebbia piano piano si diradava tutt'intorno, lasciandomi intravedere il paesaggio circostante, così muto ed isolato. Ed ecco che improvvisamente una barriera mi apparve dinanzi. O meglio…quel che rimaneva di un'antica barriera…ovvero un muro in pietra in pieno decadimento che a malapena sosteneva un'arrugginito cancello in ferro, mezzo aperto, a macabro invito. M'accostai al cancello e vidi quale segreto si custodiva dietro quel misero muro…era un piccolo camposanto di campagna ormai dimenticato da tutti. Decisi di entrare per dare uno sguardo e vedere se per qualche misterioso motivo aver camminato fino a li aveva un senso..e così mi misi a passeggiare tra quelle scure lapidi...l'edera ne aveva ingoiate già un gran numero..quelle che misteriosamente ancora resistevano erano scure …coperte di muschio…o lacerate dal tempo. Qualcuna era pure caduta a terra…forse vittima di qualche orrido empio rituale o di qualche vandalo infestatore di questi luoghi di pace. All'improvviso il mio sguardo fu rapito da una lapide che, a differenza di tutte le altre, sembrava così nuova e …sembrava impossibile da pensare visto il luogo…appena posata. Nessuna ombra oscurava la chiara pietra marmorea, nessuna erba maligna offuscava quel pallido chiarore che risaltava come un sole isolato tra il degrado che si estendeva tutt'intorno. Allora, preso da una macabra curiosità, mi avvicinai per dare uno sguardo all'epitaffio su di essa e capire se fosse stato possibile che in quel luogo così perso si potessero celebrare ancora dei funerali. Giunto ad una sufficiente distanza spalancai gli occhi ed una vampata di calore, sicuramente causata dalla paura, m'assalì, bloccandomi completamente e rendendomi immobile come quel marmo. Un'atroce rivelazione, al di là di ogni possibile pensiero, comparve tra quelle parole impresse sulla pietra…la data del della deposizione della lapide era quella di oggi e colui che risiedeva silenziosamente in quel posto…ero IO! December 16 Solo parole...As soon as the dark night cover the land i fall into this state of mind so bad..
"Come i fiori al campo danno voluttà Ho contratto intesa con lo spirito, Bastano i prodigi che tu sei, Voglio la via più facile ..e come esaudire la gravità, December 14 !The End is in the air we breath, we might try not to see...but she still here..all around...i warn you all, let your heart, mind and soul speak so loud, let all your words and thougts come out...like a blessed shower on the persons you really love...do all these things for me..cause i cant do nothing at all...so im digging my own hole, and slowly living my last breath...i cant...i just cant...the harder i try and the harder i fail..there cant be no lights for you all to discover my inside, so i'll always be your unclear friend..let me apologize one last time...nothing's as it seems. December 11 then after all comes the RAIN!!!Un vecchio marinaio incontra tre giovani, invitati ad una festa di nozze, e ne trattiene uno. È un vecchio marinaio e ferma uno dei tre. "Per il barbone grigio, per l'occhio scintillante, perché mi vuoi fermare? Si aprono le porte in casa dello sposo, sono un parente stretti. Già gli ospiti son qui, la festa già comincia: non senti l'allegria e il baccano?" Lui lo trattiene con la scarna mano: "C'era una nave" dice. "E smettila, va' via con la tua barba grigia, lazzarone!" La mano cade subito.
Lo trattiene con l'occhio scintillante: si ferma il convitato ascolta come un bimbo di tre anni; il marinaio ottiene ciò che vuole. Il convitato siede su una pietra: e ascolta, non ha scelta; così parla quel vecchio marinaio dagli occhi luccicanti. "Abbandonato il porto tra i saluti allegramente scivolammo via sotto la chiesa, sotto la collina e la cima del faro.
Sorgeva il sole a manca, veniva su dal mare! Splendeva luminoso e sulla destra nel mare sprofondava. Ogni giorno più alto, più alto, e a mezzogiorno perfino sopra l'albero" Il convitato ascolta, ed è impaziente: sente giungere il suono del fagotto.
È apparsa la sposa nella sala, rossa come una rosa; l'accompagnano muovendo la testa gli allegri musicanti, e le fan strada. Il convitato ascolta ed è impaziente, ma non ha scelta, no, deve ascoltare; così parla quel vecchio marinaio dagli occhi luccicanti
"Esplose allora la tempesta, ed era forte, violentissima. Ci raggiunse e colpì con le sue ali, ci spinse verso sud. Con gli alberi inclinati e con la prua sommersa, rapida la nave procedeva come chi inseguito con furia e urla prosegue ancora all'ombra del nemico e avanti piega il capo. Ruggiva forte la tempesta, e intanto noi fuggivamo sempre verso sud. Allora insieme vennero neve e bruma, e un freddo straordinario, e ci veniva incontro galleggiando ad alti blocchi ghiaccio verde come smeraldo
Rupi innevate, attraverso il turbine, rilucevano cupe: non scorgevamo forme di uomini, né bestie. Soltanto ghiaccio intorno. Ghiaccio, ghiaccio, dappertutto, qua e là, e intorno sempre ghiaccio: si spaccava e gemeva, e gridava e ululava, come giungono i suoni a chi è svenuto.
E finalmente incrociammo un albatro venuto nella nebbia; come se fosse un'anima cristiana nel nome del Signore lo accogliemmo. Conobbe un nuovo cibo, a lungo volò attorno. Il ghiaccio si spaccò con un boato; nel varco ci condusse il timoniere!
E un vento favorevole, da sud, ci spinse rapido; l'albatro ci seguiva, e per mangiare o giocare, ogni giorno veniva al richiamo dei marinai. Con la bruma o la nuvola, sulla sartia o sull'albero nove sere venne ad appollaiarsi mentre tutte le notti biancheggiava la luce della luna nella nebbia." Il vecchio marinaio, inospitale, uccide l'uccello sacro del buon augurio. "Che Dio ti salvi, vecchio marinaio, dai demoni che tanto ti tormentano!... Perché guardi così?" - "Con la balestra uccisi...uccisi l'ALBATRO.
Parte seconda
Ora il sole sorgeva sulla destra e usciva il mare velato ancora di foschia. A sinistra poi ripiombava in mare. E soffiava favorevole ancora da sud il vento, e più non ci seguiva il dolce uccello, e non veniva più a mangiare o giocare, dai marinai chiamato. I compagni se la prendono col vecchio marinaio, perché ha ucciso l'uccello del buon augurio Una cosa infernale avevo fatto, una sventura adesso li attendeva: secondo tutti avevo ucciso l'Albatro che portava la brezza. "Empio" dissero "abbattere l'uccello che portava la brezza!"
e così si fanno complici del crimine Ma non opaco, non rosso: glorioso il sole si levò, come il capo di Dio. Avevo ucciso -dissero- l'uccello che portava la nebbia e la foschia. "E' giusto abbattere gli uccelli" dissero "che portano nebbia e foschia." Spirava lieve la brezza, la spuma si sollevava bianca, la scia ci seguiva; noi fummo i primi a irrompere nel silenzioso mare. La brezza cadde, caddero le vele: fu triste, triste quanto poteva essere triste; noi parlavamo solo per infrangere il silenzio del mare! In un cielo di rame arso, un sole di sangue stava a picco a mezzogiorno sull'albero e non era più grande della luna. Per lunghi giorni, un giorno dopo l'altro, restammo senza vento, lì, immobili fermi come una nave dipinta su un oceano dipinto. E l'Albatro comincia ad essere vendicato Soltanto acqua intorno, si torceva ogni tavola. Soltanto acqua intorno, per la nostra sete neanche un goccio. L'abisso stesso imputridiva. Che dovesse accaderci una tal cosa! Su zampe esseri viscidi strisciavano per il viscido mare. Intorno, intorno, in ridda indiavolata fuochi fatui danzavano la notte; come un olio di streghe s'infiammava - verde, blu, bianca - l'acqua.
degli invisibili abitanti di questo pianeta, né anime defunte né angeli. Riguardo a essi, si potrebbero consultare il dotto ebreo Giuseppe e il platonico costantinopolitiano Michele Psello. Sono molto numerosi, e non c'è clima o elemento che non ne abbia almeno uno. E qualcuno sognando ebbe certezza dello Spirito che ci tormentava; la nostra nave aveva accompagnato, a nove braccia di profondità, fin dalla terra di bruma e di neve. E ogni lingua nell'arsura estrema seccava alla radice. Non potevamo più parlare, come se nella gola avessimo fuliggine. Ah, che giornata! Quali occhiate orribili giovani e anziani mi lanciavano! Invece della croce, attorno al collo mi fu appeso l'Albatro.
Parte terza
Ci logorava il tempo trascorrendo. Ogni gola era secca, gli occhi di tutti vitrei. Fu un tempo logorante! Fu un tempo logorante! Com'era vitreo ogni occhio stanco! Quando scorsi qualcosa nel cielo a occidente. Prima sembrava una piccola macchia poi sembrava una nebbia, e si muoveva, si muoveva, e infine prese forma certa, lo giuro. Una macchia, una nebbia, una forma - lo giuro - e ci si avvicinava, e ci si avvicinava: come a sfuggire un fantasma marino, s'immergeva, bordeggiava, virava. Con gola assetata, le labbra nere secche, non potevamo né ridere né gemere; per la completa arsura fummo muti. Così mi morsi il braccio e succhiai sangue e gridai: "Una vela!C'è una vela!" Con la gola assetata, le labbra nere secche, stupefatti mi udirono gridare. "Sia ringraziato Dio!" gioirono eccitati. Profondamente, all'improvviso, tutti come stessero bevendo respirarono. "Guardate, non bordeggia più" gridai. "E' qui per darci aiuto; senza un soffio di vento né corrente con la chiglia diritta si avvicina!" Il mare a occidente fiammeggiava. Il giorno era al tramonto. quasi a picco sul mare a occidente un grande sole stava, luminoso; quando improvvisamente quella forma strana si pose tra noi e il sole. Il sole presto si rigò di sbarre (Madre del cielo aiutaci!) come se da una grata di prigione scrutasse con la grande faccia ardente. Ahimè (pensavo e avevo il batticuore) com'è vicina e come avanza rapida! Sono sue quelle vele che nel sole occhieggiano - vibranti ragnatele? Sono sue le fiancate da cui il sole scrutava come attraverso una grata? E quella donna è tutto il suo equipaggio? E quella, l'altra, è MORTE, e sono in due? E' MORTE che fa coppia con la donna? Le labbra aveva rosse e gli occhi impavidi, e la chioma era bionda come l'oro: ma aveva la pelle bianca di lebbrosa; lei, lei era l'incubo VITA-IN-MORTE che fa gelare il sangue nelle vene. Morte e Vita-in-morte si son giocati l'equipaggio ai dadi, e lei (la seconda) vince il vecchio marinaio Mentre la nuda carcassa avanzava le due figure gettavano i dadi: "Il gioco è fatto! Ho vinto, ho vinto io!" la donna disse, e tre volte fischiò. Scomparve il sole e uscirono le stelle fu buio all'improvviso; sul mare con un mormorio lontano si dileguava la nave spettrale. Ascoltavamo e scrutavamo intorno! La paura sembrava sorseggiarmi dal cuore il sangue come da una coppa. Le stelle erano opache, e densa era la notte. Il volto del nocchiero biancheggiava illuminato dalla sua lanterna. Dalle vele rugiada gocciolava: d'un tratto ad est la falce della luna si levò, con una stella splendente presso la punta in basso. A uno a uno sotto luna e stella, senza il tempo di sospirare o gemere, con orribile spasimo volgevano il viso, e con lo sguardo ah, tutti quanti mi maledicevano. Quattro volte cinquanta uomini vivi (e non udii un gemito o un sospiro) con grave tonfo- massi senza vita - a uno a uno caddero per terra. Le anime fuggirono dai corpi: volavano alla pena o alla gioia. Ciascuna mi sfiorava con un sibilo simile a quello della mia balestra! Vino ProximaIn taberna quando sumus non curamus quid sit humus, sed ad ludum properamus, Sed in ludo qui morantur, Bibit hera, bibit herus, bibit velox, bibit piger, ..Il leone e la gallina: Do Sol Sol Do Fa Sol Sol Do Fa Sol Do Sol Sol Do Fa Sol Sol Do Fa Sol Do Sol Sol Do Fa Sol Sol Do Fa Sol John KeatsGive me women, wine and snuff Until I cry out «hold, enough!» You may do so sans objection Till the day of resurrection; For bless my beard they aye shall be My beloved Trinity. it's you...O God of earth and altar, Bow down and hear our cry, Our earthly rulers falter, Our people drift and die; The walls of gold entomb us, The swords of scorn divide, Take not thy thunder from us, But take away our pride. From all that terror teaches, From lies of tongue and pen, From all the easy speeches That comfort cruel men, From sale and profanation Of honour and the sword, From sleep and from damnation, Deliver us, good Lord. Tie in a living tether The prince and priest and thrall, Bind all our lives together, Smite us and save us all; In ire and exultation Aflame with faith, and free, Lift up a living nation, A single sword to thee. December 10 bye...And this last warm breath ,that so soon will get iced in the cold night air, takes along with him all my dreams...wishing that they will live eternally trapped into the ice that will defend and wrap so kindly from the world's hands and fires.
As the moon siently runs her night path...and as the stars look down from their highness..all the wandering souls drift away...like they did in the past and like they'll do forever.
It's just a simple pleasure to sit down and look all this, take part of this scene, without any thought, without any move except for the beat of the eyebrows...and a little tear..to draw a strange line on the cheek.
Goodnight to everyone, may your best dreams be your future life!
Un dovuto ringraziamento a chi ha visto più in la di molti altri My Son, beware. Did you ever touch the starlight ? And now's the time to enter And in your hour of darkness La bellezza del paese di Galilei E nella mia ora più buia Geboren im flackernden Kerzenschein Der Zeichnung seines Arms entspringt Des Universums Zelt Nato al lume guizzante della candela My son, take care... Did you ever touch the starlight ? And time has come to doubt And in your hour of darkness La bellezza del paese di Galilei E nella mia ora più buia Ora e sempre...nei secoli dei secoli In the books of what will be
Written by the demon lord Never lift your head up to the east 'cause darkness wakes the beast! Der Kerzen Schein
Er leuchtet fahl Als das Sonnenlicht er stahl Und nur das gro_e Himmelszelt Bezeugt das Ende dieser Welt So feed the spark
Welcome to the land of dark Death in all the centuries is what I left behind Take my hand Forgotten in the promised land Death in all the centuries is what I left behind The knowledge, brought to the world
Is growing with a bitter taste In a dream I saw things that will be Centuries away Des Mondes Schein
Er leuchtet fahl Das Herz der Finsternis er stahl Nun glei_end Lichte ihn umgibt Und doch des Menschen Hoffnung siegt...? So feed the spark
Welcome to the land of dark Death in all the centuries is what I left behind Take my hand Forgotten in the promised land Death in all the centuries is what I left behind The night when evil steps out of the dark
And the cross is rising again And fires are keeping the light Burn, my friend... And the sign of humanity is burning tonight
I can't escape from this ritual silence Humanity's burning tonight When I open my eyes
I see soldiers in the fields Dead bodies on the ground There are children inbetween Explosions shock the land And the evil shows its face The one called Hister rises This is the fall of grace... Beast ferocious from hunger will swim across rivers
The greater part of the region will be against the Hister The great one will cause it to be dragged in an iron cage When the German child will obcserve nothing In the books of what will be
Written by the demon lord Never lift your head up to the east 'cause darkness wakes the beast! Der Kerzen Schein
Er leuchtet fahl Als das Sonnenlicht er stahl Und nur das gro_e Himmelszelt Bezeugt das Ende dieser Welt So feed the spark
Welcome to the land of dark Death in all the centuries is what I left behind Take my hand Forgotten in the promised land Death in all the centuries is what I left behind The knowledge, brought to the world
Is growing with a bitter taste In a dream I saw things that will be Centuries away So feed the spark
Welcome to the land of dark Death in all the centuries is what I left behind Take my hand Forgotten in the promised land Death in all the centuries is what I left behind
And the sign of humanity is burning tonight I can't escape from this ritual silence Humanity's burning tonight |
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