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    September 26

    Per Aspera Ad Astra

    Dominus vobiscum
    Et cum spiritu tuo. Quid est, quod vis?
    ..fu solo il settimo giorno che decisi di alzarmi...la poltrona che per una settimana era stata il mio grottesco trono si mostrava ormai putrida e inutile...perchè arrivai a capire che non avrebbe alleviato di un solo attimo ciò che nella mente formicolava da giorni..o nemmeno io so ed oso pensare da quanto.
    Mi alzai quasi al centro della stanza e con una lenta occhiata osservai ciò che era intorno...una confusa massa di carte,bottiglie,oggetti di qualsiasi specie...come sconcertanti e scadenti sudditi di un regno ormai in declino da tempo...che già ha subito inevitabili ed orride invasioni esterne e vandale perdendo così il suo antico essere.
    Non me ne curai e passai oltre...in ricordo di chi prima di me fece la stessa cosa. In un attimo varcai la soglia, incurante di cosa avessi preso o cosa avessi lasciato...ad ogni mio passo sapevo di lasciare il vuoto dietro di me e questo mi rendeva paurosamente orgoglioso.
    Le miglia scorrevano sotto i miei piedi...gli scenari cambiavano...devo aver seguito anche delle rotaie per qualche ora...nella vana speranza di sentire e vedere un ultimo lampo di vita terrena...ma nulla apparve intorno a me.
    Impossibile ricordare a che ora lasciai casa...ma quando vidi il crepuscolo aprire i cancelli del cielo all'imminente notte mi accorsi che ormai mancavano poche ore...
    Sotto lo sguardo impietoso e freddo delle prime stelle, che dall'infinito sghignazzano ai nostri affanni, mi presi una lunga pausa...il sentiero era di pietra, costeggiato da piccoli alberi...sembrava quasi di essere parte di uno di quei plastici così perfetti e curati nei particolari.
    Piccoli occhi continuavano ad apparire nel cielo...piccoli sguardi su di me..o di noi, l'aria si faceva fredda ed umida, ma carica di odori e rumori...i rumori della notte..hai mai sentito quanti rumori ha la notte? Quanti rumori creati da chi o cosa...e che non sapremo mai.
    Rimasi come ipnotizzato, finchè non sopraggiunse il velo del silenzio a ristabilire l'ancestrale equilibrio.
    Era tempo di rialzarsi...la volta celeste stava per sbiancare di nuovo.
    Mentre la rugiada cadeva dalle infinite foglie intorno a me e la bianca nebbia mattutina svaniva dai prati, come un timido fantasma, raggiunsi un piccolo paese...vi entrai senza paura...e senza sorpresa.
    Piccoli e sottili rumori mi giungevano alle orecchie...i rumori delle case al risveglio..."chissà che anime le abitano" mi domandai..perchè nessuna macchina, nessun animale....nessun simbolo di vita appariva tra quelle piccole strade...ma chiaramente qualcuno si stava alzando dentro quelle stanze...dopo una notte passata tra le braccia di Morfeo incantatore.
    Lasciato alle spalle anche questo ultimo avamposto terreno ecco che davanti al mio sguardo si imponeva una grande collina coperta di boschi...una collina dai contorni dolci e morbidi... 
    Mi addentrai tra gli antichi alberi...circondato dai profumi del sottobosco umido...dal rumore del vento che accarezza loro i capelli..e che racconta di antiche e lontane leggende...noncurante se noi non possiamo capirlo...
    Era sicuramente autunno...perchè un tappeto di foglie colorate attutiva e sosteneva il mio passo. Camminai un pò finchè un grande viale non mi apparve dinanzi.....più che viale poteva sembrare una cattedrale naturale, grandi e alti alberi si scagliavano contro il cielo come lunghe braccia a formare una volta colorata..dal terreno affioravano antiche rovine, piccoli ruderi e pezzi di antichi alberi..ad offrire un posto dove sedersi ed ammirare la maestà del luogo.
    Decisi di rimanere in piedi ad attendere...perchè qualcosa fin dalla partenza mi accompagnava...qualcosa che ora ho raggiunto nel luogo migliore..dove voleva e volevamo.
    Senza rumore udire o respiro sentire sapevo che era dietro di me..lasciai entrare più aria possibile dentro di me, imprigionandola ora e sempre...e mi voltai.
    Una ragazzina appena più che adolescente era lì immobile...con occhi grandi e persi davanti al nuovo mondo e nulla più.
    Che importanza ha sapere quanto tempo passò...ormai il tempo era sconfitto...inutile invenzione umana scivolata tra le mani...l'unica cosa necessaria fu chiederle: "sei tu?"
    L'impercettibile sorriso enigmatico che le scolpì il viso fu la più degna risposta.
     
     

     
    May 30

    già..

    Che strano aggeggio la mente umana.... in pochi attimi può costringerti al collasso...adesso capisco come sia possibile che si molli tutto in un solo istante.
    Mi stò spegnendo, come milioni di altre persone...ed è con questa musica in sottofondo che saluto le fiammelle che si son spente prima di me, fino a poche ore fa.
    Grandi antri si apriranno, pavimenti di marmo bianco e vetrate tutt'intorno...un grande freddo ci renderà pallidi e muti...solo gli occhi lucidi saranno la nostra emozione...un attimo solo prima che le lacrime ghiaccino.
     
    "..qui salvandos salvas gratis, salva me, fons pietatis."

    Cruda realtà...

    Aprite bene gli occhi, quello che leggerete è pura verità. Quello che leggerete tra poco è la più ampia dimostrazione della straziante e penosa situazione in cui viviamo. Siamo in balìa di casi troppe volte così irreali ed assurdi che c'è solo da sperare non siano frutto della volontà di un essere onnipotente…altrimenti sarebbe da considerarsi il più meschino e grottesco dell'universo. Vi scrivo di una persona che qualche anno fa decise di trasferirsi, dal suo paese natale, per seguire la giovane follia creata dall'idea di un amore futuro…situazione che in molti abbiamo provato e continueremo a provare. Così questa persona si ritrova miglia e miglia lontano da casa, lontano da tutto e tutti, nella ricerca e nella voglia di crearsi una propria vita libera ed indipendente di cui essere fieri. Ma come abbiamo imparato fin da bambini….le storie vanno anche male…e così su questo sperato amore incominciano ad affiorare i primi problemi…a causa di chi non ha importanza ormai…anche perché ancor prima di capire che succede si scopre che l'amore è già finito. A questo punto ci si ritrova soli…in terra straniera…ma fortunatamente con tanta voglia di continuare, perché in fin dei conti, ci si sente bene…e poi trovando le poche sincere amicizie ci si convince facilmente che continuare e perseguire le proprie idee sia la meta finale. Ed è qui, come tutte le storie insegnano, che entra in gioco il maledettamente ricercato "caso"…cioè, si incontra una persona che in poche ore dà l'impressione di essere una conoscenza di lunga data, e non importa rendersi conto che in fin dei conti si è dei perfetti sconosciuti…perché come sapete bene anche voi…non sempre è necessario tempo per far piacere una persona. Allora all'orizzonte sembra rischiararsi il cielo…quasi come se una nuova alba stia per nascere…che sia una vera svolta? La speranza è molta…e ora dopo ora questa illusione si fa viva e reale sempre di più. Quindi, senza paura di bruciare tappe o precipitarsi troppo, si cerca in tutti i modi di rendere questa relazione stabile…e comunque il più reale possibile…ed è qui che la vita chiude gli occhi e si volta. Sapete la fine delle supernova, giusto? Un attimo, nulla di più. Sono convinto sia stato un attimo…poi buio…poi la nebbia che copre gli occhi, ricordi confusi che tornano alla mente, voci…rumori…e dolore, tanto tanto dolore. Il mondo crolla appena ci si rende conto di ciò che è successo…e ci si chiede perché. Infinite volte ci si chiede perché…e perché proprio a te, proprio adesso…che eri felice. Un camion, un ammasso di ferraglia che ti si schianta contro intrappolandoti nella macchina. Ma la vita non ti lascia…no, è ancora lì con te… Qui esce ciò che la vita non apprezza, direttamente da un istinto sconosciuto ai molti. Nonostante il tutto si cerca disperatamente chi è nel tuo cuore…e si prega chiunque di poter rintracciare questa persona, per poter dire che l'ami. Il messaggio arriva…insieme all'agonia. Cinque giorni…cinque interminabili giorni e tutti i sogni si spengono in un beep. A te il dono, augurato, dell'eterna felicità…a tutti gli altri l'amaro pianto nel ricordo.
    April 05

    Dedicato...

    "Giù, giù, giù, giù nel cuore del male... giù, giù, giù, giù c'è un muro qui da macchiare sì sale...la rabbia è contro TE. Giù, giù, giù, giù mi pare un gioco speciale, smembrare il tale lo chiamo, ti piace? dimmi ti piace o no!! E allora so che stò per fare... il meglio che si possa fare... il modo è giusto, son sicuro... schiacciare contro questo muro. Ancora si puoi giocare, gengiva nuota con muco, gran liquame stilla dal buco, non male..che tu non ci sei più. Rosso rosa carnoso, ex muso coli bavoso, libido sale... sì sale, sale..e tu non ci sei più. E allora so che stò per fare... il meglio che si possa fare... il modo è giusto, son sicuro... schiacciare contro questo muro. Pressare! Schiacciare! Il tuo muso contro questo muro."

    Epic tale

    And all the Knights are gathered into the ancient Tavern Chanting of old warriors and metal power Bottles and glasses cover all the tables The hell has lost all his demons Singing aloud while the night is passing by The moon from above bless their inner smiles Soon the dance will start again Thru the holy night they'll reign While in the deep forest The enemies are hiding Defeated once more By the blackned armies. Drinks and music are flowing like crazy rivers Running in the veins giving strenght and shivers No one dares to walk on the land Cause the knights are here ready to defend So hold up your glasses and crash all the bottles Screaming out loud your names On the night's breast we all will lay Hear the sound of the rulers Galloping hard in the valley Hide yourself from the coming darkness Or the metal wave on you will crushing
    March 28

    ODIO

    lo zucchero divenne sale... l'acqua divenne aceto... l'aria divenne fumo... e questo mare così profondo... solo un immenso deserto... nel quale scomparirò presto. Se non sai amare non provarci nemmeno!
    March 26

    Quanto mi manca sentirla cantare...

    I don't believe in an interventionist God
    But I know, darling, that you do
    But if I did I would kneel down and ask Him
    Not to intervene when it came to you
    Not to touch a hair on your head
    To leave you as you are
    And if He felt He had to direct you
    Then direct you into my arms

    Into my arms, O Lord
    Into my arms, O Lord
    Into my arms, O Lord
    Into my arms

    And I don't believe in the existence of angels
    But looking at you I wonder if that's true
    But if I did I would summon them together
    And ask them to watch over you
    To each burn a candle for you
    To make bright and clear your path
    And to walk, like Christ, in grace and love
    And guide you into my arms

    Into my arms, O Lord
    Into my arms, O Lord
    Into my arms, O Lord
    Into my arms

    And I believe in Love
    And I know that you do too
    And I believe in some kind of path
    That we can walk down, me and you
    So keep your candlew burning
    And make her journey bright and pure
    That she will keep returning
    Always and evermore

    Into my arms, O Lord
    Into my arms, O Lord
    Into my arms, O Lord
    Into my arms
    March 08

    cracked in silence

    Corri...corri,
    non importa dove, cavalca la notte sul tuo spirito..mangia chilometri..macina le ore e fuggi dall'alba che corre dietro di te..il segugio più forte che tu abbia mai avuto.
    Fuggi dalle sue mani...fuggi da tutto ciò che porta con sè.
    Sai perfettamente che ormai questa è la tua condanna, ma non t'interessa..quasi ti compiaci di questo..finalmente hai uno scopo..un obiettivo da raggiungere.
    Così ora dopo ora davanti a te appaiono solo terre ancora immerse nell'oscurità..paesi vuoti..milioni di persone che sono ancora perse nei loro sogni o incubi...qualche ubriacone che dorme steso lungo la tua via e niente più.
    Ma dietro di te senti che c'è Lei..il suo respiro non si fa mai affannoso...è sempre lì...in piena corsa, la piena che attende il tuo passo falso per poterti sommergere e vincere.
    E così non fai altro che accelerare per poter rubare secondi o magari minuti preziosi per la tua fuga.
    Tutto ciò che ti attende è solo la visione dell'oscurità, dimentica qualsiasi gioia condivisa nel regno della luce, sotto lo sguardo fiero del sole..perchè quello non è più il tuo mondo.
    Hai scelto di abbandonare il mondo della luce, il mondo degli uomini, della vita normale...se così la si può intendere...per gettarti in questa infinita sfida dalla quale non ne uscirà che un vincitore.
    Diverrai il Signore della notte..l'eterno fuggitivo della luce e leggenda sulla bocca di tutti...oppure, vinto dalla stanchezza e dalla solitudine, rallenterai fino a fermarti...e sarai preda di colei che fuggi.
     
    January 06

    Hymn

    O God of earth and altar,
        Bow down and hear our cry,
    Our earthly rulers falter,
        Our people drift and die;
    The walls of gold entomb us,
        The swords of scorn divide,
    Take not thy thunder from us,
        But take away our pride.

    From all that terror teaches,
        From lies of tongue and pen,
    From all the easy speeches
        That comfort cruel men,
    From sale and profanation
        Of honour and the sword,
    From sleep and from damnation,
        Deliver us, good Lord.

    Tie in a living tether
        The prince and priest and thrall,
    Bind all our lives together,
        Smite us and save us all;
    In ire and exultation
        Aflame with faith, and free,
    Lift up a living nation,
        A single sword to thee.

    (Gilbert Keith Chesterton)
    December 21

    Song

     

    "Vai Figlio mio, scendi al fiume

    dove le donne stanno piangendo,

    poi fai ritorno alle montagne

    dove anche gli uomini stanno piangendo"

     

    "Padre, perché tutte quelle donne stanno piangendo?"

    "Piangono per i loro uomini"

    "E perché allora gli uomini piangono?"

    "Piangono per le lacrime delle loro donne"

     

    E questa è la canzone del pianto

    Una canzone nella quale piangere

    Mentre tutti gli uomini e le donne dormono

    Questa è la canzone del pianto

    Ma io non vorrò piangere più.

     

    "Padre, perché tutti i bambini piangono?"

    "Loro stanno piangendo inutilmente"

    "Stanno veramente piangendo inutilmente Padre?"

    "Si, il vero dolore deve ancora venire"

     

    E questa è la canzone del pianto

    Una canzone nella quale piangere

    Mentre tutti i piccoli bambini dormono

    Questa è la canzone del pianto

    Ma io non vorrò piangere più.

     

    "Ma Padre, dimmi, tu stai piangendo?

    La tua faccia è bagnata al mio tocco…

    ti prego perdonami Padre…

    non pensavo di ferirti così tanto"

     

    E questa è la canzone del pianto

    Una canzone nella quale piangere

    Mentre ci tormentiamo per poter dormire

    Questa è la canzone del pianto

    Ma io non vorrò piangere più.

     

     - The Weeping Song - Nick Cave & The Bad Seeds

    December 20

    oh well..

    "Woe to you, oh earth and sea
    for the Devil sents the Beasts with wrath
    because he knows the time is short.
    Let him who hath understanding
    reckon the number of the Beast...
    for it is a human number.
    It's number is six hundred and sixty six."

    Rifletti...

     

    Prova a chiedere alle stelle, ovvero agli occhi del cielo, che mi hanno osservato, come infiniti testimoni nell'aula dell'universo, in tutte queste notti cos'hanno visto.

    Chiedi pure come mi agitavo nel letto, morso da pensieri e bastonato da visioni assurde. Chiedi loro quel che tu non saprai mai, quello che non immaginerai mai..ovvero tutto ciò solo loro hanno osservato di me in quelle notti senza sogni. Tutto quello che pensavo per te, su di te, su ogni piccolo momento che poteva diventare nostro…ed affogavo sommerso dalle paure, dalle incertezze e dai misteri che non capirò mai.

    Tutto questo non lo saprai mai e non perché non lo meriti o non te lo voglia dire, ma solo ed unicamente perché devi chiederlo a loro…oppure aprire la tua immaginazione così tanto da riuscire a capire con la tua mente.

    Io non te lo potrò mai dire..anche perché non troverei mai le parole. Descriveresti un'emozione in parole? Non penso.

    Figuriamoci milioni e milioni..e poi tutte concentrate in una nottata, una nottata insonne dove si è preda dei giochi sadici del pensiero..e dove non c'è pace.

    Adesso guarda in alto…li vedi? Sono tutti occhi che luccicano e che osservano senza giudizio da millenni, dalla notte dei tempi fino ad oggi e per sempre. E non sono freddi giudici, ma semplici scrutatori.

    Quindi sta a te decidere se provarci autonomamente o se cercare una risposta tra una di loro…lassù.

    Tristesa

     

    A volte è veramente sorprendente quanto una canzone possa rispecchiare il proprio stato d'animo.

    Una canzone che subito non sembra avere molto senso alle nostre orecchie, che sì…suona bene ma che non lascia una traccia profonda, improvvisamente prende la sua reale forma..ed in molti…troppi casi rattrista scoprire che si è immersi in condizioni come queste..

    immaginate il perché:

     

    "Quanto fa male lavorare al male

    che compare a causa dei miei vuoti d'anima.

    Sento l'inutilità obbligata delle scuse solite,

    il mio costume la tua rabbia su di me.

     

    …come stavamo ieri…sarà così domani,

    dimmi di si.

    Come stavamo ieri…sarà così domani,

    dimmi di si.

     

    Quanto fa male ritornare al gelo dei sorrisi uccisi

    dalle nostre lacrime.

    Quanto fa male devastare gli argini del nostro scorrere

    La terra è fradicia anche al sole oramai.

     

    …come stavamo ieri…sarà così domani,

    dimmi di si.

    Come stavamo ieri…sarà così domani,

    dimmi di si."

     

    Si può cadere così a fondo da ritrovare una luce anche nelle profondità?

    December 19

    Profundis Clamavi

    ...e mentre il primo raggio del nuovo giorno s'adagiava sulle mie palpebre ancore serrate…mi svegliai.

    Ancora sommerso nei sogni, che m'accompagnarono lungo tutta la tormentata notte, tentai di muovermi nel letto così ampio…così vuoto, come non mai.

    Perso in quel deserto bianco di lenzuola diedi un'occhiata tutt'intorno a me, a quella camera che nella penombra ricordava un vecchio tempio ormai abbandonato…freddo…e senza vita.

    Presi coraggio e mi alzai, tutto intorpidito e stanco…ancor più di quando mi coricai la sera precedente e, scostando le tende, il benvenuto mi fu dato da un cielo grigio e piatto, un cielo dal quale era impossibile capire se fosse stato mattino o pomeriggio. Vagai per la casa..in cerca di idee, o forse solo per cercare di distrarmi da qualcosa che non vedevo, non sentivo ma che mi perseguitava. Non so per quanto, se ore…minuti o solo un qualche misero secondo, ma alla fine un pensiero continuo, che come una melodia o un richiamo che giunge da lontano e ti si infila nella mente, mi obbligò a prendere vestiti, giacca e ad uscire da casa.

    Senza alcuna idea di dove le gambe mi avessero condotto, percorrevo la strada, diretto verso la piena campagna.

    La nebbia del mattino ricopriva i campi, alcuni uccelli gridavano da qualche parte…invisibili, alberi scheletrici s'allungavano tesi verso il cielo come mani di morti disperati senza pace che ,con un ultimo impeto di forza, imploravano pietà o maledivano il cielo.

    Non vi era anima viva lungo quella strada e le poche case che si potevano intravedere attraverso la nebbia erano casolari ormai in rovina oppure case dalle finestre chiuse e spente..ultimi guardiani a difesa di non so che.

    Continuai il mio lento cammino fino a quando non vidi apparire un'ombra all'orizzonte..o meglio, due ombre alte che irrompevano nel grigio scenario. Man mano che mi facevo più vicino riuscivo a scorgere ed a riconoscere cosa fossero…erano due file di alberi che delimitavano un piccolo sentiero in pietra che s'arrampicava lungo una piccola collina.

    Preso da un senso di curiosità, dovuto al fatto che non conoscevo quel posto e non avevo la minima idea di dove quel sentiero potesse portare, m'incamminai tra le file di alberi che apparivano come disciplinati e silenziosi militari disposti come in un picchetto d'onore per me.

    La nebbia piano piano si diradava tutt'intorno, lasciandomi intravedere il paesaggio circostante, così muto ed isolato.

    Ed ecco che improvvisamente una barriera mi apparve dinanzi.

    O meglio…quel che rimaneva di un'antica barriera…ovvero un muro in pietra in pieno decadimento che a malapena sosteneva un'arrugginito cancello in ferro, mezzo aperto, a macabro invito.

    M'accostai al cancello e vidi quale segreto si custodiva dietro quel misero muro…era un piccolo camposanto di campagna ormai dimenticato da tutti.

    Decisi di entrare per dare uno sguardo e vedere se per qualche misterioso motivo aver camminato fino a li aveva un senso..e così mi misi a passeggiare tra quelle scure lapidi...l'edera ne aveva ingoiate già un gran numero..quelle che misteriosamente ancora resistevano erano scure …coperte di muschio…o lacerate dal tempo.

    Qualcuna era pure caduta a terra…forse vittima di qualche orrido empio rituale o di qualche vandalo infestatore di questi luoghi di pace.

    All'improvviso il mio sguardo fu rapito da una lapide che, a differenza di tutte le altre, sembrava così nuova e …sembrava impossibile da pensare visto il luogo…appena posata. Nessuna ombra oscurava la chiara pietra marmorea, nessuna erba maligna offuscava quel pallido chiarore che risaltava come un sole isolato tra il degrado che si estendeva tutt'intorno.

    Allora, preso da una macabra curiosità, mi avvicinai per dare uno sguardo all'epitaffio su di essa e capire se fosse stato possibile che in quel luogo così perso si potessero celebrare ancora dei funerali.

    Giunto ad una sufficiente distanza spalancai gli occhi ed una vampata di calore, sicuramente causata dalla paura, m'assalì, bloccandomi completamente e rendendomi immobile come quel marmo.

    Un'atroce rivelazione, al di là di ogni possibile pensiero, comparve tra quelle parole impresse sulla pietra…la data del della deposizione della lapide era quella di oggi e colui che risiedeva silenziosamente in quel posto…ero IO!

    December 16

    Solo parole...

    As soon as the dark night cover the land i fall into this state of mind so bad..
    candles burning into the room, but there are no shadows impressed on the walls.
    And all those little flames cant warm the iced air and my cold soul anymore.
    Just like desperated soldier..lost..coming back from the bloody battlefield, take a look in their eyes and you'll see
    all the fears live and rule the mind and the heart.
    So in those deepest hours of darkness, when no one can join the awful pleasure to dwell with me.
    all the thougts swhirl like crazy autumn leaves beated by the winter breeze..
    An the more i dwell in it the more i know im headed to live this...
    If our destiny's written in the star, in some ancient and distant star, well...mine should be writen on a dark one,
    like many others..lost in this world.
    Dont you think we can be son of some dark hole..and not only of a bright white star, that always shine
    night by night above some dreamer..or writer...or lover.
    Even the pale moon up there..mother of many poems and Silent Lady ruler of the night has her dark side,
    that she wont show us never.
    Why i cant hear the melody that once came up in my mind?
    That sweet voice..coming out from a open window in a misty morning of late autumn..
    Have i lost all this?
    I wish to stop, in the middle of the country path and look all around..
    a perfect complete view of what's all around..
    Smell the air..loaded of secrets..feel the nature blow on my skin...
    close my eyes, and start to dream, taking part in this scene
    so that i can remind everything when i'll get old
    and i'll sit by the fire..in my room of lost wishes.

     

    "Come i fiori al campo danno voluttà
    e non puoi contarne intero il numero.
    Così saziami con generosità
    tu sei la gioia e smaglio attratto e cereo.

    Ho contratto intesa con lo spirito,
    ora è nudo, e vedi, non ragiona più.
    Come una falena ai lumi palpita,
    io vado dritto al suono dove Imperi tu.

    Bastano i prodigi che tu sei,
    contano i sapori che mi dai.
    Io ti giro intorno ed ingoio fremiti,
    io ti giro intorno senza limiti.

    Voglio la via più facile
    per avere quiete complice.
    Voglio te dentro me per farcela..

    ..e come esaudire la gravità,
    prendere posto nel vortice."

    December 14

    !

    The End is in the air we breath, we might try not to see...but she still here..all around...i warn you all, let your heart, mind and soul speak so loud, let all your words and thougts come out...like a blessed shower on the persons you really love...do all these things for me..cause i cant do nothing at all...so im digging my own hole, and slowly living my last breath...i cant...i just cant...the harder i try and the harder i fail..there cant be no lights for you all to discover my inside, so i'll always be your unclear friend..let me apologize one last time...nothing's as it seems.
    December 11

    then after all comes the RAIN!!!

    Un vecchio marinaio incontra tre giovani, invitati 

    ad una festa di nozze, e ne trattiene uno.
     

    È un vecchio marinaio

    e ferma uno dei tre.

    "Per il barbone grigio, per l'occhio scintillante,

    perché mi vuoi fermare?

    Si aprono le porte in casa dello sposo, 

    sono un parente stretti.

    Già gli ospiti son qui, la festa già comincia:

    non senti l'allegria e il baccano?"

    Lui lo trattiene con la scarna mano:

    "C'era una nave" dice.

    "E smettila, va' via con la tua barba grigia, lazzarone!"

    La mano cade subito.

     

    Lo trattiene con l'occhio scintillante:

    si ferma il convitato

    ascolta come un bimbo di tre anni;

    il marinaio ottiene ciò che vuole.

    Il convitato siede su una pietra:

    e ascolta, non ha scelta;

    così parla quel vecchio marinaio

    dagli occhi luccicanti.

    "Abbandonato il porto tra i saluti

    allegramente scivolammo via

    sotto la chiesa, sotto la collina

    e la cima del faro.

     

    Sorgeva il sole a manca,

    veniva su dal mare!

    Splendeva luminoso e sulla destra

    nel mare sprofondava.

    Ogni giorno più alto, più alto, e a mezzogiorno

    perfino sopra l'albero"

    Il convitato ascolta, ed è impaziente:

    sente giungere il suono del fagotto.

     

    È apparsa la sposa nella sala,

    rossa come una rosa;

    l'accompagnano muovendo la testa

    gli allegri musicanti, e le fan strada.

    Il convitato ascolta ed è impaziente,

    ma non ha scelta, no, deve ascoltare;

    così parla quel vecchio marinaio 

    dagli occhi luccicanti

     

    "Esplose allora la tempesta, ed era

    forte, violentissima.

    Ci raggiunse e colpì con le sue ali,

    ci spinse verso sud.

    Con gli alberi inclinati e con la prua sommersa,

    rapida la nave procedeva

    come chi inseguito con furia e urla

    prosegue ancora all'ombra del nemico

    e avanti piega il capo.

    Ruggiva forte la tempesta, e intanto

    noi fuggivamo sempre verso sud.

    Allora insieme vennero

    neve e bruma, e un freddo straordinario,

    e ci veniva incontro galleggiando

    ad alti blocchi ghiaccio verde come smeraldo

     

    Rupi innevate, attraverso il turbine,

    rilucevano cupe:

    non scorgevamo forme di uomini, né bestie.

    Soltanto ghiaccio intorno.

    Ghiaccio, ghiaccio, dappertutto, qua e là,

    e intorno sempre ghiaccio:

    si spaccava e gemeva, e gridava e ululava,

    come giungono i suoni a chi è svenuto.

     

    E finalmente incrociammo un albatro

    venuto nella nebbia;

    come se fosse un'anima cristiana

    nel nome del Signore lo accogliemmo.

    Conobbe un nuovo cibo,

    a lungo volò attorno.

    Il ghiaccio si spaccò con un boato;

    nel varco ci condusse il timoniere!

     

    E un vento favorevole, da sud, ci spinse rapido;

    l'albatro ci seguiva,

    e per mangiare o giocare, ogni giorno

    veniva al richiamo dei marinai.

    Con la bruma o la nuvola, sulla sartia o sull'albero

    nove sere venne ad appollaiarsi

    mentre tutte le notti biancheggiava

    la luce della luna nella nebbia."
     

    Il vecchio marinaio, inospitale, uccide l'uccello

    sacro del buon augurio.
     

    "Che Dio ti salvi, vecchio marinaio, 

    dai demoni che tanto ti tormentano!...

    Perché guardi così?" - "Con la balestra

    uccisi...uccisi l'ALBATRO.

     

     

    Parte seconda

     

    Ora il sole sorgeva sulla destra

    e usciva il mare

    velato ancora di foschia. A sinistra poi ripiombava in mare.

    E soffiava favorevole ancora

    da sud il vento, e più non ci seguiva il dolce uccello, e non veniva più a mangiare o giocare,

    dai marinai chiamato.
     

    I compagni se la prendono col vecchio marinaio,

    perché ha ucciso l'uccello del buon augurio
     

    Una cosa infernale avevo fatto,

    una sventura adesso li attendeva:

    secondo tutti avevo ucciso l'Albatro

    che portava la brezza.

    "Empio" dissero "abbattere l'uccello che portava la brezza!"


    Ma quando la nebbia si dirada, lo giustificano,

    e così si fanno complici del crimine
     

    Ma non opaco, non rosso: glorioso

    il sole si levò, come il capo di Dio.

    Avevo ucciso -dissero-

    l'uccello che portava la nebbia e la foschia.

    "E' giusto abbattere gli uccelli" dissero "che portano nebbia e foschia."

    Spirava lieve la brezza, la spuma

    si sollevava bianca, la scia ci seguiva;

    noi fummo i primi a irrompere

    nel silenzioso mare.

    La brezza cadde, caddero le vele:

    fu triste, triste quanto poteva essere triste;

    noi parlavamo solo per infrangere il silenzio del mare!

    In un cielo di rame

    arso, un sole di sangue

    stava a picco a mezzogiorno sull'albero

    e non era più grande della luna.

    Per lunghi giorni, un giorno dopo l'altro,

    restammo senza vento, lì, immobili

    fermi come una nave

    dipinta su un oceano dipinto.
     

    E l'Albatro comincia ad essere vendicato
     

    Soltanto acqua intorno,

    si torceva ogni tavola.

    Soltanto acqua intorno,

    per la nostra sete neanche un goccio.

    L'abisso stesso imputridiva.

    Che dovesse accaderci una tal cosa!

    Su zampe esseri viscidi strisciavano

    per il viscido mare.

    Intorno, intorno, in ridda indiavolata

    fuochi fatui danzavano la notte;

    come un olio di streghe s'infiammava

    - verde, blu, bianca - l'acqua.


    Uno Spirito li aveva seguiti; uno

    degli invisibili abitanti di questo pianeta,

    né anime defunte né angeli. Riguardo

    a essi, si potrebbero consultare

    il dotto ebreo Giuseppe e il platonico 

    costantinopolitiano Michele Psello.

    Sono molto numerosi, e non c'è clima o

    elemento che non ne abbia almeno uno.
     

    E qualcuno sognando ebbe certezza

    dello Spirito che ci tormentava;

    la nostra nave aveva accompagnato,

    a nove braccia di profondità,

    fin dalla terra di bruma e di neve.

    E ogni lingua nell'arsura estrema

    seccava alla radice.

    Non potevamo più parlare, come

    se nella gola avessimo fuliggine.

    Ah, che giornata! Quali occhiate orribili

    giovani e anziani mi lanciavano!

    Invece della croce,

    attorno al collo mi fu appeso l'Albatro.

     

    Parte terza

     

    Ci logorava il tempo trascorrendo.

    Ogni gola era secca,

    gli occhi di tutti vitrei.

    Fu un tempo logorante! Fu un tempo logorante!

    Com'era vitreo ogni occhio stanco!

    Quando scorsi qualcosa nel cielo a occidente.

    Prima sembrava una piccola macchia

    poi sembrava una nebbia,

    e si muoveva, si muoveva, e infine

    prese forma certa, lo giuro.

    Una macchia, una nebbia, una forma - lo giuro -

    e ci si avvicinava, e ci si avvicinava:

    come a sfuggire un fantasma marino,

    s'immergeva, bordeggiava, virava.

    Con gola assetata, le labbra nere secche,

    non potevamo né ridere né gemere;

    per la completa arsura fummo muti.

    Così mi morsi il braccio e succhiai sangue

    e gridai: "Una vela!C'è una vela!"

    Con la gola assetata, le labbra nere secche,

    stupefatti mi udirono gridare.

    "Sia ringraziato Dio!" gioirono eccitati.

    Profondamente, all'improvviso, tutti

    come stessero bevendo respirarono.

    "Guardate, non bordeggia più" gridai.

    "E' qui per darci aiuto;

    senza un soffio di vento né corrente

    con la chiglia diritta si avvicina!"

    Il mare a occidente fiammeggiava.

    Il giorno era al tramonto.

    quasi a picco sul mare a occidente

    un grande sole stava, luminoso;

    quando improvvisamente quella forma 

    strana si pose tra noi e il sole.

    Il sole presto si rigò di sbarre

    (Madre del cielo aiutaci!)

    come se da una grata di prigione

    scrutasse con la grande faccia ardente.

    Ahimè (pensavo e avevo il batticuore)

    com'è vicina e come avanza rapida!

    Sono sue quelle vele che nel sole

    occhieggiano - vibranti ragnatele?

    Sono sue le fiancate da cui il sole

    scrutava come attraverso una grata?

    E quella donna è tutto il suo equipaggio?

    E quella, l'altra, è MORTE, e sono in due?

    E' MORTE che fa coppia con la donna?

    Le labbra aveva rosse e gli occhi impavidi,

    e la chioma era bionda come l'oro:

    ma aveva la pelle bianca di lebbrosa;

    lei, lei era l'incubo VITA-IN-MORTE

    che fa gelare il sangue nelle vene.
     

    Morte e Vita-in-morte si son giocati l'equipaggio ai dadi,

    e lei (la seconda) vince il vecchio marinaio
     

    Mentre la nuda carcassa avanzava

    le due figure gettavano i dadi:

    "Il gioco è fatto! Ho vinto, ho vinto io!"

    la donna disse, e tre volte fischiò.

    Scomparve il sole e uscirono le stelle

    fu buio all'improvviso;

    sul mare con un mormorio lontano

    si dileguava la nave spettrale.

    Ascoltavamo e scrutavamo intorno!

    La paura sembrava sorseggiarmi

    dal cuore il sangue come da una coppa.

    Le stelle erano opache, e densa era la notte.

    Il volto del nocchiero biancheggiava

    illuminato dalla sua lanterna.

    Dalle vele rugiada gocciolava:

    d'un tratto ad est la falce della luna

    si levò, con una stella splendente 

    presso la punta in basso.

    A uno a uno sotto luna e stella,

    senza il tempo di sospirare o gemere,

    con orribile spasimo volgevano 

    il viso, e con lo sguardo

    ah, tutti quanti mi maledicevano.

    Quattro volte cinquanta uomini vivi

    (e non udii un gemito o un sospiro)

    con grave tonfo- massi senza vita -

    a uno a uno caddero per terra.

    Le anime fuggirono dai corpi:

    volavano alla pena o alla gioia.

    Ciascuna mi sfiorava con un sibilo

    simile a quello della mia balestra!

    Vino Proxima

    In taberna quando sumus                                                                                                                                  non curamus quid sit humus,                                                                                                                               sed ad ludum properamus,
    cui semper insudamus.
    Quid agatur in taberna
    ubi nummus est pincerna,
    hoc est opus ut queratur,
    si quid loquar, audiatur.

    Quidam ludunt, quidam bibunt,
    quidam indiscrete vivunt.

    Sed in ludo qui morantur,
    ex his quidam denudantur
    quidam ibi vestiuntur,
    quidam saccis induuntur.
    Ibi nullus timet mortem
    sed pro Baccho mittunt sortem:

    Primo pro nummata vini,
    ex hac bibunt libertini;
    semel bibunt pro captivis,
    post hec bibunt ter pro vivis,
    quater pro Christianis cunctis
    quinquies pro fidelibus defunctis,
    sexies pro sororibus vanis,
    septies pro militibus silvanis.

    Octies pro fratribus perversis,
    nonies pro monachis dispersis,
    decies pro navigantibus
    undecies pro discordaniibus,
    duodecies pro penitentibus,
    tredecies pro iter agentibus.
    Tam pro papa quam pro rege
    bibunt omnes sine lege.

    Bibit hera, bibit herus,
    bibit miles, bibit clerus,
    bibit ille, bibit illa,
    bibit servis cum ancilla,

    bibit velox, bibit piger,
    bibit albus, bibit niger, 
    bibit constans, bibit vagus,
    bibit rudis, bibit magnus.

    Bibit pauper et egrotus, 
    bibit exul et ignotus,     
    bibit puer, bibit canus,  
    bibit presul et decanus, 
    bibit soror, bibit frater,  
    bibit anus, bibit mater,   
    bibit ista, bibit ille,           
    bibunt centum, bibunt mille.

    Parum sexcente nummate   
    durant, cum immoderate      
    bibunt omnes sine meta.      
    Quamvis bibant mente leta, 
    sic nos rodunt omnes gentes
    et sic erimus egentes.           
    Qui nos rodunt confundantur                                                                                                                                et cum iustis non scribantur.

    ..

    Il leone e la gallina:

             Do                                                      Sol
    La gallina coccodé spaventata in mezzo all'aia
                Fa               Do               Sol
    fra le vigne e il cavolfiore mi sfuggiva gaia
                Do                                                     Sol
    Penso a lei e guardo te che già tremi perché sai
                     Fa                            Do               Sol
    che fra i boschi o in mezzo ai fiori presto mia sarai
              Fa                                 Do          Lam
    Arrossisci finché vuoi corri fuggi se puoi
    Sol      Fa    Do                 Sol    Fa       Do
    ma      a       non servirà,  ma      a       non servirà

    Sol  Do Fa Sol      Sol Do Fa Sol

                Do                                                     Sol
    C'era un cane un po' barbone che legato alla catena
             Fa                      Do             Sol
    mi ruggiva come un leone ma faceva pena
                Do                                                          Sol
    Penso a lui e guardo me  che minaccio chissà che
              Fa            Do                Sol
    mascherato da leone ma ho paura di te
          Fa                                 Do          Lam
    Arrossisci tu che puoi io ruggisco se vuoi
    Sol      Fa    Do                   Sol    Fa    Do
    ma      a      cosa accadrà,  ma      a     cosa accadrà

    Sol   Do Fa Sol     Sol Do Fa Sol

    Do                                                         Sol
    Sono io che scelgo te o sei tu che scegli me
                   Fa                      Do               Sol
    sembra quasi un gran problema  ma il problema non c'è
             Do                                                     Sol
    Gira gira la gran ruota che la terra non è vuota
            Fa                   Do             Sol
    ad ognuno la sua parte saper vivere è un arte
           Fa                                   Do          Lam
    Arrossisci finché vuoi corri fuggi se puoi
    Sol      Fa    Do                 Sol    Fa       Do
    ma      a       non servirà,  ma      a       non servirà

    Sol   Do Fa Sol    Sol Do Fa Sol
    Do Fa Do   Sol     Do  Fa     Do       Sol
    Sol   Do Fa Sol    Sol Do Fa Sol

    John Keats

    Give me women, wine and snuff
    Until I cry out «hold, enough!»
    You may do so sans objection
    Till the day of resurrection;
    For bless my beard they aye shall be
    My beloved Trinity.